Avviso di conclusione indagini appena giunto alla nostra redazione. Un passo in più sulla strada della Giustizia che non lascia nessun margine ai “ragazzi che sbagliano”. Storia già vista in passato, che non ci è piaciuta.
E ora? Se dovessero rinviarli a giudizio?! Chissà gli strali che si leveranno… Qualcuno si permetterà di mettere in dubbio la correttezza del lavoro del pm? Ce lo chiediamo perché ci è sembrato che fossero sempre nel giusto quelli che davano contro politici, forze di polizia, aziende.
E ora che danno contro ai manifestanti di una ong? Sono ancora giusti? Liberi e indipedenti?
Altra riflessione, che un po’ spiega che devono smettere di sbagliare se vogliono davvero cambiare il mondo: “Son ragazzi, che vuoi che sia. Sono liberi, protestano…” Tutto sacrosanto, siamo stati tutti ragazzi e quasi tutti abbiamo partecipato a una manifestazione, protestato.
Ma c’é un “ma”, non si superano i limiti imposti dalla Legge. Per nessuna ragione, per nessuna “buona ragione” e nemmeno per nessuna “giusta ragione”.
E’ una questione semplice, il nostro stato di diritto si basa sul rispetto delle regole (delle leggi) il rispetto degli altri si basa sul limite invalicabile dell’altrui libertà.
Travalicare questa regola fondamentale arrogandosi il diritto di farlo è un atto del tanto odiato “fascismo”. Il fascismo dei giusti può assumere un qualsiasi colore a piacimento, bianco, verde, rosso, nero, giallo, arancio. Chiunque si senta libero di oltrepassare il confine della Legge, della libertà altrui perché si ritiene “nel giusto” compie, che gli piaccia o no, un atto fascista. Un sopruso, un’azione illegale e come tale deve essere punita per preservare l’ordine costituito.